Festa di S. Biagio

La festa principale dell’anno è quella del protettore S. Biagio. Si celebrava l’ultima domenica d’agosto invece che il 3 febbraio; da qualche anno si celebra la seconda domenica dello stesso mese di agosto, in modo da far coincidere l’evento con le ferie estive. In tempi ormai lontani la festa, nella sua grandiosità, durava ben quattro giorni; verso la fine dell’800 si "accorciò", per così dire, ad appena un giorno e mezzo. Oggi i festeggiamenti per il santo Patrono durano un solo giorno, durante il quale le vie e le piazze del paese si trasformano grazie ad una solenne e suggestiva processione, in un immenso palcoscenico naturale dove la gente, ad un tempo, è protagonista e spettatore. Dalla chiesa, la vara con la sacra immagine è condotta a spalla per le strade cittadine da uno stuolo di portatori che si contendono il privilegio di sostenere il peso del simulacro, La celebrazione del Santo Protettore, piena di fascino e di mistero antico, rappresenta l'appuntamento più importante per la comunità assumendo il titolo di principale festività, dalle valenze sociali e religiose.Festa di S. Biagio

Festa della SS. Annunziata

A Marina di Caronia la festa più importante e forse l’unica che viene celebrata con una certa solennità era ed è quella della SS. Annunziata, cui è dedicata la prima chiesetta della borgata e si svolge la prima domenica di agosto. Al passaggio del simulacro, la processione si infoltisce sempre più mentre monta un'atmosfera di grande tripudio e suggestione.

La Santa Pasqua

Fra i riti pasquali, la cerimonia religiosa più suggestiva e toccante è sicuramente quella del Venerdì Santo. La tradizione religiosa si perpetua annualmente da moltissimi anni, sempre con la stessa intensità e con grande partecipazione dei fedeli che seguono la serie di statue, che formano i Misteri, per le vie cittadine. Queste statue, alcune di legno altre di cartapesta, sono sei, e raffigurano: Gesù nell'orto; Gesù alla colonna; l'Ecce Homo; Gesù che porta la croce; Gesù morto e infine la Madonna; queste statue sentendo le tradizioni e i fedeli più anziani, hanno sostituito ai primi del Novecento le icone forse di tradizione bizantina, che rappresentavano la simbologia dei misteri pasquali. Oggi le statue sono portate a spalla da categorie lavorative presenti nel paese che sono i fabbri ferrai per l'Ecce Homo, gli studenti per Gesù morto, i bambini per Gesù alla colonna, gli adolescenti per Gesù nell'orto, e i falegnami per Gesù che porta la Croce. Nelle ore prima della processione, e per tutto il periodo precedente la notte di Pasqua, si può ancora sentire per le vie del paese il rumore inusuale della cosiddetta "Truoccula", un arnese tradizionale, alquanto rumoroso che sostituisce il suono delle campane che nei giorni di venerdì e sabato per lutto, restano mute. La processione fa il giro delle vie del paese, accompagnata dalle marce funebri eseguite dalla banda musicale, e dalle litanie proferite dai partecipanti e non mancano i fedeli che partecipano scalzi per adempiere ad un voto


 

 
 
   

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