La città di Caronia è situata in Sicilia (provincia di Messina). Il suo territorio si divide sostanzialmente tra la zona montana (a 300 metri sul livello del mare) e quella marina, laddove, con anni sono confluite molte famiglie.
La città è caratterizzata da una bella spiaggia, dal mare sereno e limpidissimo. Nella stagione estiva Caronia risulta essere molto frequentata da un numero rilevante di turisti. La città conta oggi circa 4000 abitanti.


Sembra che il primo nucleo abitato sia sorto intorno all'VIII secolo a. C., ad opera di coloni greci, prendendo il nome di Kale Akte e cioè "bella costa
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. Notizie piu' certe sulle origini della colonia, tuttavia, sono da collocare in epoca successiva. Secondo lo storico Diodoro Siculo, infatti, la fondazione di Calacte, su preesistenti insediamenti, risalirebbe al 447 a. C. ad opera di Ducezio, re dei siculi, di ritorno dall'esilio di Corinto. In contrada Telegrafo sono state ritrovate le mura perimetrali della originaria città di Calacte, costruite con mattoni in terracotta e pietra squadrata.


Calacte rivestì grande importanza sia in epoca ellenistica che romana. Che Calcte fosse storicamente ed economicamente importante lo dimostra il fatto che la cittadina, nell'età romana, fu sede di zecca e quindi batteva moneta propria. Della citta' ne parla ampiamente anche Cicerone nelle Verrine.
Nei secoli successivi la citta' venne citata in tutti i trattati geografici del tempo, dall' Itinerarium Antonini, alla Geographia di Guidone, risalente al IX secolo, dove il nome latino Calacta viene modificato in Colan. Al XII secolo risale l'opera piu' importante per la storia del paese che intanto ha assunto il nome arabo di 'Al Qarunia: nel 1154 il geografo musulmano Edrisi finisce di comporre Il sollazzo per chi si diletta a girare il mondo, gia' dai contemporanei conosciuto come Il libro di Ruggero. Il trattato e' importante perche' ci permette di datare con sufficiente precisione il monumento per eccellenza di Caronia: il castello normanno. Scrive infatti Edrisi che nel paese "sorge una fortezza di nuova costruzione", dunque il castello era gia' esistente alla morte di Ruggero II (1154). Risalgono allo stesso periodo anche la chiesa di San Nicolo' e quella della SS. Annunziata a Caronia Marina, citate in un documento ecclesiastico del 1178.
Dopo il dominio normanno, Caronia segui' la sorte di gran parte dei feudi siciliani, passando sotto la giurisdizione delle piu' importanti famiglie del tempo, dai Ventimiglia a Matteo Palici, a Blasco Aragona, a Enrico Rosso fino a Ettore Pignatelli nel 1544. I Pignatelli possedettero gran parte del territorio di Caronia fino a pochi decenni fa. Nell'immediato dopoguerra, a seguito di dure lotte, oltre tremila ettari dei latifondi furono divisi ed assegnati ai contadini.
Le tracce, sulla città di Caronia, di antiche civiltà sono impressi nei ruderi del Ponte Aureliano, nei frammenti di opere di scultura, nella topografia dei vecchi vicoli, nell'architettura della Chiesa Madre, nell'Arco e nelle due Torri medievali e secondo notizie riportate da storici antichi, moderni e contemporanei, anche nelle vestigia e in altre testimonianze in cui si narra della città di "Calacte".
Caronia è caratterizzata da una larga parte di territorio boschivo che la collocano tra i maggiori punti di riferimento del Parco dei Nebrodi. La sua posizione è indubbiamente molto suggestiva potendosi da essa ammirare un ampio e splendido arco di costa tirrenica da Capo d'Orlando a Cefalù. La veduta delle Isole Eolie completa l'incantevole scenario paesaggistico.
Il vecchio centro abitato ha vie strette e tortuose che dipingono e confermano la storicità del paese.


Il paesaggio di Caronia è dominato dal suo storico castello sicuramente il più importante fra i monumenti cittadini. Costruito in epoca normanna (XII secolo) probabilmente al tempo di Re Ruggero, il castello, oggi è di proprietà privata, ed è senz'altro tra gli edifici meglio conservati dei dell'intera architettura normanna in Sicilia. Le forme squadrate sono alleggerite da finestrelle sormontate da cieche arcate ogivali. Si tratta di un complesso fortificato con cinta muraria triangolare munita di torri difensive. All'interno si trovano il "palazzo", edificio a due piani di cui il primo, senza finestre, destinato a deposito, ed il secondo destinato in parte ad abitazione, e altri ambienti che evocano stili islamici come l'elegante sala triloba con ingressi ogivali e curiose volte pieghettate. Al Castello appartiene una cappella, uno dei pochissimi esempi in Sicilia di cappelle normanne a tre navate.


Un'altra parte storica di Caronia è rappresentata dalle diverse Chiese, tutte integre. In primo luogo è da sottolineare la Chiesa Madre dedicata a San Nicolò di Bari risalente al 1168. Di rilievo, all'interno due quadri del 1700, raffiguranti San Francesco di Paola e la Sacra Famiglia; inoltre si possono notare: un quadro della Madonna di Pompei e due dipinti. Il primo sulla volta, dei pittori messinesi Antonio Patrigna e Michele Latino, rappresentante la Glorificazione Celeste; l'altro, nell'abside centrale, del prof. Michele Amoroso, raffigurante il mondo illuminato dalla Croce.
Da segnalare anche la Chiesa di
San Biagio, il santo protettore di Caronia. Quest'ultima chiesa dà sulla piazza principale. Nel suo interno si possono notare una statua di San Pietro (al quale in passato era dedicata la chiesa) ed un dipinto raffigurante la Deposizione. L'opera è data 1771 ed è stata realizzata dall'artista Domenico Ferrandini.


Da porre in risalto soprattutto la Chiesa di San Francesco (risalente al 1500 circa). Risulta da documenti storici che questa Chiesa era inizialmente la cappella annessa al convento dei Frati Minori Osservanti di San Francesco (andato distrutto nel 1848). All'interno della Chiesa di San Francesco viene conservato un bellissimo dipinto ad olio, "L'annunciazione della Madonna".
La Chiesa più antica è situata nella frazione posta sulla parte marina del paese; si tratta della Chiesa della Madonna Annunziata realizzata nel XXII secolo per volontà della Regina Costanza.

 
 
   

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